Situata a circa 500 metri s.l.m., Tripi con una superficie di Kmq. 54,37 è uno dei più antichi e suggestivi borghi dell’area nebroidea. Il comune confina a nord coi territori di Falcone e Oliveri econ quelli di Mazzarrà S. Andrea e Furnari a nord-est, mentre a sud confina con Novara di Sicilia e Montalbano Elicona, ed a ovest con quello di Basicò. Circondato da monti maestosi, distese di uliveti, vigneti, alberi di querce, mandorli, noci e agrumie alvei fluviali, Tripi comprendeall’interno del proprio territorio parte della Riserva Naturale Orientata del “Bosco di Malabotta”. Il Comune è inoltre costituito da tre frazioni, Campogrande, Casale e San Cono, caratterizzate ognuna da un particolare fascino e da tradizioni diverse.

Oltre al già citato Castello e alla Necropoli, Tripi possiede altri monumenti, in particolare modo chiese di straordinaria bellezza che evidenziano la vivace spiritualità del paese. Nella parte superiore del borgo si trova la Chiesa Madre dedicata al patrono S. Vincenzo martire di Spagna, alterata nell’aspetto originario da alcuni rifacimenti avvenuti nel tempo, ma la cui costruzione risale al 1791. Vi sono inoltre, la Chiesa della SS Trinità risalente al 1500/1600, la Chiesa di S.Gaetano da Thiene, la Chiesa di S.Cono e la Chiesa S.Maria del Rosario, la Chiesa dell’Annunziata e la Chiesa di S.Biagio dichiarata dalla Soprintendeza ai Beni Culturali “Bene Monumentale.

Tripi
Tripi

Nella parte superiore del borgo si trova la Chiesa Madre dedicata al patrono S. Vincenzo martire di Spagna, alterata nell’aspetto originario da alcuni rifacimenti avvenuti nel tempo, ma la cui costruzione risale al 1791

Tra i corsi dei fiumi Tellarita e Mazzarrà, adagiato sulla dorsale nord-orientale dei primi rilievi nebroidei che dominano il tratto di costa tra Milazzo e Tindari, all’interno del territorio dell’odierna Tripi, sorge l’antico centro di Abakainon. Sebbene il Fazellus nel 1558 testimoniasse di avere visto nel territorio di Tripi i segni di una città grande e, come sembra, antichissima di grande perimetro ma distrutta fino alle fondamenta, fu Bonfiglio, nel 1604, a proporre l’identificazione del sito con la polis di Abakainon sulla scorta della testimonianza di Diodoro (XIV78,5) che ne ricorda l’esistenza nel territorio intorno a Tindari. La conferma ultima della sua identificazione arrivò nel 1886 allorché Salinas, rinvenendo nel territorio esemplari di monete con legenda Abakainon, inseriva senza ombra di dubbio l’antico centro siculo nella più antica storia della Sicilia. La storia di Tripi affonda le radici in età assai antica come testimonia il ritrovamento nel suo territorio di reperti databili al neolitico stentinelliano (6800-6400 a.C.). In età protostorica, il suo territorio fu abitato dai Siculi che qui fondarono il primo centro abitato. In età storica il centro di origine sicula, grazie alla sua vocazione agricola e pastorale e, al contempo, alla sua posizione strategica a controllo di un percorso che, evitando di passare per Zancle, collegava la costa settentrionale a quella orientale, conobbe un certo sviluppo già a partire dalla fine del VI secolo a.C.

Testi a cura del Comune di Tripi

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