Quando il sole cala e il cielo si tinge di blu profondo, la foce del fiume Simeto si trasforma, offrendo uno spettacolo di rara bellezza e solitudine. Le stelle, una dopo l’altra, si accendono, disegnando sulla volta celeste antiche costellazioni che sembrano vegliare su questo angolo di terra e acqua.
Un paesaggio notturno
L’aria, immobile e fresca, porta con sé il profumo salmastro del mare e l’odore della vegetazione secca. Le canne e i giunchi, ingialliti dal sole estivo, si ergono come fantasmi silenziosi contro la luce argentea della luna. Il loro fruscio, che durante il giorno accompagna il vento, si spegne, lasciando spazio a un silenzio quasi totale, rotto solo dal mormorio lontano delle onde che si infrangono sulla riva.
La foce del Simeto in una notte stellata è un inno alla natura selvaggia. Non ci sono luci artificiali a disturbare la visione, solo il chiarore delle stelle che si riflette debolmente sulla superficie dell’acqua, creando un gioco di luci e ombre che rende il paesaggio ancora più suggestivo. È un momento in cui la bellezza si nasconde nel contrasto: tra la vita che si è ritirata e il respiro eterno del cielo, tra la forza del fiume e la fragilità della sua vegetazione. Una bellezza che si può cogliere solo in questo silenzio notturno, sotto il manto scintillante delle stelle.

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