Quando il sole si affaccia, la natura si risveglia in uno dei luoghi più suggestivi della costa ionica: Santa Maria La Scala.
Ai piedi dell’imponente, scoscesa muraglia lavica de La Timpa, che con le sue stratificazioni racconta millenni di storia vulcanica, si adagia il piccolo e antico borgo marinaro. Le prime luci del giorno accendono l’ocra e il giallo delle case addossate, mentre le rocce della Timpa si tingono di un caldo color miele.
È in questo momento magico che la fatica della notte e il rumore del mondo si dissolvono: il mare, placido e cristallino, si fa specchio di un cielo che vira dall’arancio tenue al blu perlaceo. Nello specchio d’acqua dello Scalo Grande, le barche dei pescatori – i piccoli e colorati “gozzi” – galleggiano in una quiete quasi irreale, come sospese tra cielo e mare.
L’aria è fresca e profuma di salsedine e di macchia mediterranea che si aggrappa tenacemente ai pendii della riserva naturale. Pochi i suoni: il delicato sciabordio dell’acqua sugli scogli di lava, il richiamo lontano di un gabbiano, forse il primo motore di un peschereccio che si prepara a salpare.
Santa Maria La Scala all’alba non è solo un luogo, è un’emozione: la perfetta sintesi tra la maestosità selvaggia della natura siciliana e la dolce operosità dell’uomo che, da secoli, vive in armonia con il suo mare.

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