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C’è un luogo in Salento dove la terra d’Italia si spinge più a est che altrove, lì dove l’Adriatico e l’Ionio si sfiorano e il vento profuma di salsedine e storia. Otranto non è semplicemente una meta di viaggio: è un incantesimo di pietra bianca, mare cristallino e memorie millenarie.
Il fascino del centro storico e la brezza del porto
Passeggiare tra i vicoli del centro storico di Otranto significa perdersi in un labirinto di stradine imbiancate a calce, dove gli spruzzi di colore delle bouganville accendono ogni angolo. Scendendo verso il mare, il porto di Otranto regala uno scenario romantico ed eterno: barche in legno che dondolano dolcemente sull’acqua turchese, riflesse dalla luce dorata dei tramonti pugliesi. È qui che il ritmo del borgo rallenta e invita al respiro profondo, avvolti dalla magia di un’atmosfera senza tempo.
La Cattedrale di Otranto e il misterioso Mosaico del XII secolo
Nel cuore pulsante del borgo svetta maestosa la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, custode di uno dei tesori d’arte più straordinari d’Europa. Varcare la sua soglia equivale a compiere un viaggio nello spirito.
Sotto i piedi si srotola il celebre mosaico pavimentale del XII secolo, opera visionaria del monaco Pantaleone. Un immenso “Albero della Vita” che intreccia sacro e profano, miti cavallereschi, creature leggendarie e simboli biblici. Ogni tessera racconta una storia, ogni figura sussurra un mistero che sfida i secoli e cattura lo sguardo di chiunque vi posi i passi.

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