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I tetti dei trulli di Alberobello rappresentano uno dei simboli architettonici più affascinanti e riconosciuti al mondo. Dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, questi caratteristici coni di pietra a secco incantano ogni anno migliaia di turisti. Ma qual è la storia nascosta dietro le cupole di Alberobello?
Come sono fatti i tetti dei trulli?
La struttura a cono dei trulli è un capolavoro di ingegneria contadina. Costruiti interamente a secco, ovvero senza l’uso di malta o cemento, i tetti sono composti da due strati:
- L’interno: Una cupola in blocchi di pietra calcarea (chianche).
- L’esterno: Un rivestimento impermeabile di lastre sottili (chianchiarelle), posizionate in pendenza per far scivolare l’acqua piovana nelle cisterne sottostanti.
Questa tecnica garantiva un isolamento termico perfetto: freschi d’estate e caldi d’inverno.
Il significato dei simboli sui tetti
Passeggiando tra i rioni Rione Monti e Aia Piccola, noterai diversi simboli bianchi dipinti sui coni con la calce. Queste iscrizioni si dividono in tre categorie principali:
- Simboli Pagani: Legati al culto della natura e alla fertilità.
- Simboli Cristiani: Croci, cuori trafitti e monogrammi per invocare la protezione divina sulla famiglia.
- Simboli Alchemici e Astrologici: Segni dello zodiaco o figure misteriose scaramantiche per allontanare il malocchio.
I Pinnacoli: La firma dei Maestri Trullari
A coronamento di ogni tetto si trova il pinnacolo (u pinnàculu). Realizzati in pietra scolpita, questi elementi decorativi avevano una doppia funzione: erano sia il “marchio di fabbrica” del mastro trullaro che li costruiva, sia un amuleto propiziatorio contro gli spiriti maligni.
Se stai pianificando un viaggio in Puglia, osservare da vicino la lavorazione dei coni al tramonto è un’esperienza da non perdere.

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