In vulcanologia, gli hornitos sono strutture affascinanti definite come “coni senza radici”. Sono spesso visibili sull’Etna, dove l’Etna Hornitos magma gioca un ruolo importante nella loro formazione. A differenza dei vulcani principali o dei crateri laterali, non sono collegati direttamente a un condotto che scende nelle profondità della Terra.
Ecco i dettagli tecnici che li caratterizzano:
1. Il meccanismo di formazione
Gli hornitos si formano sulla superficie di una colata lavica attiva, solitamente di tipo pahoehoe (lava fluida e liscia).
- Tunnel di lava: Quando una colata scorre, la parte superficiale si raffredda e crea una crosta solida, formando un tunnel dove la lava continua a scorrere fluida all’interno.
- Pressione e fessure: Se all’interno del tunnel la pressione dei gas aumenta o il flusso incontra un restringimento, la lava viene spinta violentemente verso l’alto attraverso piccole crepe della crosta (chiamate skylights o lucernari).
- Accumulo di schizzi: La lava viene espulsa in brandelli incandescenti (spatter) che, ricadendo attorno al foro, si saldano immediatamente tra loro. Strato dopo strato, costruiscono una torretta o un conetto.
2. Caratteristiche distintive
- Dimensioni: Solitamente sono piccoli, alti da 1 a 10 metri. Alcuni rari esemplari possono raggiungere dimensioni maggiori se alimentati a lungo.
- Forma: Spesso appaiono come camini, guglie o piccoli forni (da qui il nome spagnolo hornitos, “piccoli forni”).
- Senza radici: Questa è la loro caratteristica fondamentale. Sono alimentati solo dalla lava che scorre nel flusso sottostante; una volta che la colata si esaurisce o il tunnel si svuota, l’hornito smette per sempre la sua attività.

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