Morano Calabro non è un semplice paese, ma un’opera d’arte scolpita nella roccia, un vero e proprio presepe di pietra incastonato nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. La sua identità è indissolubilmente legata alla forza del paesaggio: le case non sono semplicemente costruite, ma sembrano arrampicate l’una sull’altra, abbracciate in un assetto difensivo che degrada con una pendenza vertiginosa, dalle rovine del castello normanno-svevo fino alla base della collina.
Percorrere il centro storico è un’esperienza sensoriale: un dedalo intricato di vicoli stretti, sottopassi ombrosi e scalinate ripide che rivelano scorci improvvisi sulla maestosità delle vette circostanti, come la Serra del Dolcedorme. Qui, l’architettura povera della pietra grigia si fonde con la montagna, ne imita i contorni e ne esalta la verticalità, trasformando l’abitato in una sua diretta emanazione.
Sotto la protezione del Pollino, Morano Calabro non è solo bellezza scenografica, ma anche custode di un ricco patrimonio artistico, come il tardo-gotico della Chiesa di San Bernardino da Siena e le opere di Pietro Bernini. È un luogo dove la storia e la natura si incontrano in una fusione perfetta, offrendo a chi guarda da lontano l’immagine di un borgo che, sfidando la gravità, ha scelto di diventare, esso stesso, una montagna.

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