Il sole, ancora timido dietro le vette, inizia a tingere di rosa il cielo sopra la valle dell’Alcantara. Sotto l’imponente sagoma dell’Etna, un gigante addormentato ma in costante fermento, Castiglione di Sicilia si desta lentamente. Le prime luci accarezzano le antiche case di pietra, aggrappate al costone lavico come un presepe immobile nel tempo.
Dalle viscere del vulcano, un respiro caldo si leva nell’aria frizzante del mattino sopra Castiglione di Sicilia. Volute di vapore acqueo, cariche di minerali, si innalzano pigramente, danzando nell’aria tersa. È la degassazione, il modo in cui la “Montagna” rilascia la sua energia, un promemoria costante della sua vitalità sotterranea. Questo velo leggero avvolge il borgo, creando un’atmosfera quasi eterea, un connubio suggestivo tra la maestosità della natura e la quiete della vita umana.
Le prime attività si animano tra le strette vie del paese di Castiglione di Sicilia. Qualche finestra si illumina, il profumo del caffè appena fatto si diffonde nell’aria. Gli abitanti di Castiglione, abituati a convivere con la presenza imponente del vulcano, iniziano la loro giornata sotto lo sguardo millenario dell’Etna, un gigante benevolo che veglia sul loro risveglio. Il contrasto è palpabile: la forza primordiale della montagna che degassa e la placida normalità di un borgo che si stiracchia verso un nuovo giorno.

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