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Per i bagnanti è un monumento naturale da fotografare dalla spiaggia; per i climber di tutto il mondo è un richiamo irresistibile, una vera e propria mecca dell’arrampicata mediterranea. Parliamo dell’Aguglia di Goloritzé (nota localmente anche come Punta Caroddi), lo spettacolare pinnacolo di calcare che si staglia per ben 143 metri contro l’azzurro del Golfo di Orosei, a Baunei.
Se il tuo obiettivo non è solo stendere l’asciugamano sui sassolini bianchi di Cala Goloritzé, ma toccare il cielo dalla cima di uno dei monoliti più iconici d’Europa, questa guida pratica al climbing sull’Aguglia è scritta apposta per te.
## La Storia dell’Aguglia: Sulle Tracce dei Miti del Free Climbing
L’Aguglia ha segnato la storia del free climbing in Italia. Rimasta inviolata per decenni a causa delle sue pareti verticali e apparentemente lisce, fu scalata per la prima volta nel gennaio del 1981 da due leggende dell’alpinismo: Maurizio Zanolla (noto come “Manolo”) e Alessandro Gogna.
I due aprirono la via Sinfonia dei Mulini, superando passaggi che per l’epoca rappresentavano l’estremo limite dell’arrampicata libera. Da quel momento, l’Aguglia è diventata un simbolo globale, unendo il fascino della wilderness sarda della zona di Baunei alla verticalità pura delle falesie marine.
## Caratteristiche della Roccia e Stile di Scalata
L’Aguglia è composta da un calcare grigio e gocciolato di altissima qualità, compatto e lavorato dal vento e dalla salsedine.
- Lo stile di scalata: Prevalentemente tecnico e di continuità. Ti aspettano placche verticali o leggermente strapiombanti, dove l’uso dei piedi, l’equilibrio e la lettura della roccia (tra gocce, fessurine e tacche nette) sono fondamentali.
- Esposizione: Il monolite offre vie su tutte le esposizioni. La parete Nord-Ovest è ideale per i mesi più caldi poiché rimane in ombra per gran parte della giornata, mentre la Est prende il sole del mattino regalandoti un’alba indimenticabile sul mare.
## Le Vie d’Arrampicata più Famose sull’Aguglia
Sul pinnacolo di Cala Goloritzé si snodano diversi itinerari multipitch (vie a più tiri). Ecco le linee più celebri e ripetute:
1. Sinfonia dei Mulini (Via Storica)
- Difficoltà: 6b max (6a obbligatorio)
- Sviluppo: Circa 140 metri (4/5 tiri)
- Descrizione: La via dei primi salitori (Manolo e Gogna). Una linea logica, elegante e storica che attacca sul lato Nord-Ovest. Il tiro chiave richiede ottima tecnica di placca. Un must-have per ogni climber che visita l’isola.
2. Easy Minimalism
- Difficoltà: 6b+ max (6a+ obbligatorio)
- Sviluppo: Circa 140 metri
- Descrizione: Aperta da Maurizio Oviglia e con una chiodatura ottima a fix, è una delle vie più ripetute. Offre un’arrampicata entusiasmante su un calcare a gocce spaziale, specialmente nei tiri centrali.
3. Marinaio di Foresta
- Difficoltà: 6c max (6b obbligatorio)
- Sviluppo: Circa 140 metri
- Descrizione: Splendida linea aperta sempre da Oviglia insieme a Paicu. Richiede una scalata più fisica rispetto alle altre ed è leggermente più severa nelle valutazioni, ma ripaga con una linea estetica pazzesca.
## La Discesa: La Doppia nel Vuoto
Raggiungere la stretta ed aerea cima dell’Aguglia, magari accanto alla celebre Madonnina posta sulla vetta, offre un panorama a 360 gradi sul Supramonte e sul turchese del mare sottostante che toglie il fiato.
La discesa si effettua in corda doppia lungo la parete Sud/Sud-Est. Le calate sono parzialmente nel vuoto (strapiombanti), un’esperienza adrenalinica che richiede assoluta padronanza delle manovre di corda e l’uso del cordino di sicurezza (machard/prusik).
- Nota tecnica: È fondamentale avere corde da almeno 60 o 70 metri (o mezza corda doppia) per gestire le calate in sicurezza.
## Logistica per i Climber: Accesso, Zaino e Regole
Per scalare all’Aguglia valgono le stesse regole di accesso alla spiaggia di Cala Goloritzé, che è un’area protetta a numero chiuso.
- Il Ticket di Accesso: Anche se sei un arrampicatore e non un semplice bagnante, devi scaricare l’app Heart of Sardinia e pagare il ticket ecologico (€ 6,00) per percorrere il sentiero che parte dal parcheggio di Su Porteddu (Altopiano di Golgo).
- L’avvicinamento: Il trekking dura circa 1 ora e mezza in discesa all’andata, ma calcola almeno 2 ore per il ritorno, considerando il peso dell’attrezzatura (corde, rinvii, imbrago, casco e magnesite) e i 470 metri di dislivello positivo sotto il sole.
- Cosa non deve mancare nello zaino da climbing:
- Casco: Obbligatorio. C’è sempre il rischio di caduta sassi, specialmente se ci sono altre cordate sopra di te.
- Acqua in abbondanza: Almeno 3 litri a persona nei mesi caldi. Sulla spiaggia e sotto il monolite non ci sono sorgenti potabili accessibili o bar.
- Scarpe da trekking: Il sentiero di Su Porteddu è sconnesso; affrontarlo con zaini pesanti e scarpe inadatte aumenta il rischio di infortuni alle caviglie.
## Il Periodo Migliore per Scalare l’Aguglia
Mentre l’estate è il regno dei bagnanti (rendendo la scalata torrida e faticosa per via dell’umidità salmastra), le stagioni perfette per il climbing all’Aguglia sono la primavera (aprile – giugno) e l’autunno (settembre – novembre). Anche le limpide giornate invernali, se prive di vento da nord, possono regalare aderenze spettacolari e la cala completamente deserta tutta per te.

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