Un panorama mozzafiato cattura l’essenza di Scicli, perla del Barocco Siciliano e Patrimonio UNESCO della Val di Noto.
Questa spettacolare panoramica cattura Scicli nel momento più magico della giornata: il tramonto. La luce calda accende le facciate in pietra calcarea, rivelando l’incredibile fusione tra architettura umana e geologia che ha valso a Scicli il riconoscimento di Patrimonio UNESCO insieme alle altre città del Barocco Siciliano nella Val di Noto.
La scena è divisa in due mondi: a sinistra, l’abbraccio drammatico dei Monti Iblei e delle loro profonde Gole Iblee, dense di vegetazione mediterranea. Qui, in posizione dominante sul costone roccioso, si erge il maestoso Colle di San Matteo e Colle San Bartolomeo, un punto focale storico e spirituale della città. La sua presenza è un promemoria delle antiche origini rupestri e della resilienza di Scicli.
A destra, la città si dispiega in un labirinto di tetti e vicoli che scendono dolcemente. Le costruzioni sono un esempio perfetto del Tardo Barocco post-terremoto, caratterizzato da balconi panciuti, ricchi ornamenti in pietra e una prospettiva urbana unica. Scicli è, infatti, una delle poche città della Sicilia Orientale ad essersi sviluppata nell’incontro di due vallate, conferendole una conformazione anfiteatrale inimitabile.
Lo sguardo è guidato oltre i confini urbani verso l’orizzonte, dove il cielo si infuoca con i colori del sole calante che si riflettono sul vasto e calmo Mare Mediterraneo. Questo collegamento visivo tra montagna e mare non è solo estetico, ma riflette la storia e la cultura della Provincia di Ragusa.
Per gli appassionati di cultura popolare, questo è anche lo scenario che ha fornito l’ambientazione per l’ufficio del Questore nella celebre serie del Commissario Montalbano, rendendo Scicli la vera e affascinante Vigata televisiva. Un luogo in cui arte, storia, natura e fiction convivono in perfetta armonia barocca.

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