Incastonata come un gioiello grezzo sullo scuro sperone lavico, la garitta di Santa Tecla si protende audacemente nelle acque cristalline dello Ionio. Osserva il mare con la quiete di un sentinella millenaria.
Nata dalla furia primordiale dell’Etna, la scogliera su cui poggia è un racconto geologico scolpito nella pietra basaltica. Strati di lava sovrapposti testimoniano che la garitta di Santa Tecla osserva le eruzioni che nei secoli hanno plasmato questo angolo di Sicilia, creando un paesaggio aspro e affascinante.
La garitta, modesta nella sua struttura, si erge come un punto di riferimento. È carica di storia e di suggestioni. Chissà quali occhi abbiano scrutato l’orizzonte da questa postazione presso la garitta di Santa Tecla. Quali storie di marinai, di pescatori o forse di antichi invasori hanno lambito queste rocce? Oggi, il vento salmastro accarezza le sue mura silenziose. Intanto, il fragore delle onde che si infrangono sulla scogliera sottostante compone una sinfonia naturale senza tempo.
Affacciarsi da questo punto significa abbracciare con lo sguardo l’immensità del mare. Osservando dalla garitta, l’Etna si staglia imponente alle spalle, quasi a proteggere questo angolo di costa. La luce del sole, danzando sulla superficie increspata, regala riflessi argentei e azzurri. Crea un’atmosfera di magica bellezza. La storica posizione della garitta di Santa Tecla non è solo una costruzione. È un punto di osservazione privilegiato sull’incontro potente e delicato tra la forza della terra e la dolcezza del mare

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