Sembrerebbe proprio che i fratelli Pii se ne stiano intenti ad osservare, affascinati, la facciata del Siculorum Gymnasium dalla base del candelabro che ricorda la loro antica leggenda, risalente al sesto secolo avanti Cristo e che pare aver ispirato addirittura il grande Virgilio nella creazione dell’Enea che sarebbe diventato il protagonista del suo immortale poema: per sfuggire alla potenza distruttiva della lava, i due giovani contadini Anfinomo e Anapia riuscirono a portare in salvo i genitori vecchi e malati caricandoseli sul groppone. L’Università di Catania, la più antica di Sicilia e fra le più antiche d’Europa, fu fondata nel 1434 per iniziativa del re Alfonso d’Aragona, detto “il Magnanimo”, che favorì anche la costruzione dell’edificio che il sisma del 1693 rase al suolo. Ricostruito nel Settecento, il palazzo quindi fortemente danneggiato, nel 1818, da un nuovo terremoto. Gli architetti Mario Di Stefano e Antonio Battisti provvidero a dargli il definitivo assetto, rispettosi degli originari progetti dei loro colleghi del secolo precedente, come Francesco Battaglia o Giovan Battista Vaccarini, del quale si può ancora ammirare il bellissimo chiostro interno. Oggi il palazzo è sede amministrativa e di rappresentanza dell’Università etnea. Le prime luci dell’alba intervengono per accrescere il fascino e le simmetrie di un’ordinata e gradevole facciata, mentre il signore in bicicletta, tutto solo, si affretta, forse deve andare al lavoro (oppure ritornare a casa dal lavoro, se ne svolge uno notturno), facendo attenzione a non scivolare sulle basole di lava bagnate dalla recente, scrosciante pioggia.

Testo: Nello Pappalardo

Photo by © Alessandro Saffo 2020 – All rights reserved.