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L’Esterno della Tribuna di Bramante a Santa Maria delle Grazie non è solo un elemento architettonico, bensì un manifesto del Rinascimento a Milano. In primo luogo, ciò che colpisce è l’armonioso equilibrio tra l’uso del cotto, tipico dell’architettura lombarda, e la perfetta geometria classica introdotta da Donato Bramante per volontà di Ludovico il Moro. Di conseguenza, la struttura si presenta come un incastro di volumi e forme che culmina con il maestoso tiburio che maschera la cupola emisferica interna.
Geometria Perfetta e Decorazioni in Cotto
Innanzitutto, l’esterno è caratterizzato da un maestoso tiburio a pianta centrale che maschera la cupola emisferica interna. Successivamente, il Bramante ha saputo integrare la sua visione rinascimentale con il gusto milanese: il candore delle finestre e dei dettagli in marmo bianco si fonde in un contrasto armonioso con la sobria struttura in cotto dei muri.
Per di più, l’ordinata scansione degli spazi e l’incastro dei volumi riflettono una profonda razionalità geometrica. Inoltre, il tamburo che sostiene il tiburio è decorato con una raffinata loggetta ad archetti, che richiama elementi dell’architettura paleocristiana e del Romanico Lombardo. Per questo motivo, la Tribuna non è solo un esercizio di stile, ma una fusione di epoche e influenze diverse.
Un Effetto Monumentale e Luminoso
A tal proposito, l’effetto finale, osservato dall’esterno su via Caradosso o sul Chiostro delle Rane, è di grande monumentalità e armonia. Dunque, le decorazioni, che includono stemmi sforzeschi e medaglioni scolpiti, sottolineano il ruolo politico e spirituale dell’edificio voluto dal Duca. In conclusione, l’esterno della Cupola di Bramante è un capolavoro architettonico da non perdere durante una visita a Milano, offrendo una prospettiva cruciale per comprendere l’arte del Quattrocento in Lombardia.

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