Catania Piazza Mazzini

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Non tutto il progetto originario di piazza Mazzini è stato compiutamente realizzato, però c’è da dire che l’attuale assetto mantiene un proprio, suggestivo fascino, un’intrinseca eleganza, che trova il suo punto di forza in questa struttura a croce greca nella convergenza fra la via Garibaldi (anticamente chiamata via San Filippo, che poi, dopo la costruzione della porta Ferdinandea, meglio nota come Fortino, prenderà il nome di via Ferdinandea, prima di assumere la definitiva toponomastica post-risorgimentale) e la via della Lettera. È a Giuseppe Mazzini che viene dedicata nel diciannovesimo secolo la piazza San Filippo – o, meglio, il cosiddetto “chianu di San Fulippu”, come fino a quasi tutto il Novecento, i catanesi delle vecchie generazioni hanno continuato a chiamarla – era stata ideata, intorno agli anni Trenta del Settecento, per ospitare il mercato della città ed era stata dotata dei quattro loggiati simmetrici con altrettanti terrazzini su cui avrebbero dovuto aprirsi le finestre di quattro palazzi, che vengono costruiti in tempi diversi e non rispettano appieno l’assunto stilistico ed urbanistico. È il palazzo Scammacca della Bruca (a sinistra nell’immagine), il primo ad essere costruito, seguito da quello degli Asmundo di Gisira (a destra), quindi dai palazzi Gagliani e Peratoner (si trovano fuori campo). Agli inizi del ventesimo secolo il mercato si trasferisce altrove, per dar vita ai due pittoreschi mercati storici della Pescheria e della “Fera ‘o luni”, mentre fino agli anni Ottanta del Novecento piazza Mazzini si è trasformata nella cosiddetta “chiazza d’e morti” per ospitare il mercatino di fine ottobre destinato ai doni per i bambini per rispettare la tradizione del 2 novembre. In tempi recenti ha anche ospitato il mercato domenicale per i collezionisti.

Testo: Nello Pappalardo