Villa Cerami è un palazzo nobiliare che dal 1957 è diventato la sede di una delle facoltà universitarie considerata fra le più prestigiose d’Italia, quella di Giurisprudenza, fino a quel momento ospitata con tante altre nella sede del Siculorum Gymnasium della centrale piazza Università. Non sarà magari all’altezza dei migliori palazzi barocchi di Catania, ma la villa ha anch’essa un suo irresistibile fascino, soprattutto per il giardino che ha al suo interno, per l’eleganza e per questa sua collocazione un tantino decentrata e appartata, in una zona a metà strada fra il centro città e l’”acropoli” dell’antica Catania greco-romana, all’inizio della straordinaria via Crociferi. Costruito nei primi anni del diciottesimo secolo e passato attraverso varie famiglie d’alto lignaggio della città, il palazzo diventa presto proprietà dei principi Rosso di Cerami, fino al momento in cui passa nel patrimonio dell’ateneo catanese, che, con vari rimaneggiamenti, con l’aggiunta di un edificio moderno di cinque piani alle spalle e con il fattivo contributo progettuale di due ottimi docenti di Storia dell’Arte, Stefano Bottari e Vito Librando, approda all’attuale assetto. Degni di nota, con il giardino che spesso è la location ideale per lo studio e per la conversazione fra gli studenti, sono la monumentale scala interna e il portale d’ingresso, che reca ancora il blasone di casa Cerami, cui pare abbia messo le mani lo stesso Giovan Battista Vaccarini. Testo: Nello Pappalardo

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