Tra gli alberi secolari del Parco dei Mostri di Bomarzo, in provincia di Viterbo, il tempo sembra essersi fermato. Il sentiero si addentra nel verde, il muschio avvolge le rocce, e a un tratto, quasi nascosta dalla vegetazione, compare lei: la Donna Dormiente.
Scolpita nel durissimo peperino, giace distesa su un fianco, immersa in un sonno che dura da oltre quattro secoli. Nessun mostro, nessuna bocca spalancata: solo un silenzio profondo, quasi un respiro trattenuto. In un luogo pensato per stupire e inquietare, questa figura sceglie la dolcezza.
Fu Pier Francesco Orsini, detto Vicino, a volere il Sacro Bosco nel Cinquecento, come omaggio alla moglie Giulia Farnese, scomparsa troppo presto. Per questo molti visitatori vedono nella Donna Dormiente un ricordo malinconico, un amore consegnato alla pietra perché non svanisse. Non esistono certezze, solo suggestioni: ed è proprio questo mistero a renderla indimenticabile.
Fermarsi accanto a lei significa rallentare. Ascoltare il vento tra le foglie, sentire il peso del tempo, immaginare i sogni di una donna che il bosco continua a custodire.
Se cerchi una tappa autentica e poetica in Tuscia, la Donna Dormiente è uno dei luoghi più emozionanti del Parco dei Mostri di Bomarzo: un invito a camminare piano, per non svegliarla.

Visita il website del fotografo: www.massimoripaniphotographer.com
Contatto: info@massimoripani.com
