Esistono luoghi dove il mondo sembra trattenere il respiro, e Locorotondo è uno di questi. Arrivando nella Valle d’Itria, questo piccolo borgo appare all’improvviso adagiato sulla sua collina, come un merletto di calce bianca posato delicatamente tra i vigneti e gli ulivi secolari.
Il suo nome deriva dalla sua iconica forma circolare (Locus Rotundus), ma ciò che conquista al primo sguardo è l’anima silenziosa e poetica che si respira tra i suoi stradelli.
Camminare nel centro storico di Locorotondo significa immergersi in una luce quasi abbagliante. La calce viva riflette il sole del Sud, e le cummerse — le caratteristiche abitazioni dai tetti aguzzi a spiovente — incorniciano un cielo che qui sembra più blu che altrove. Ogni angolo è una scoperta:
- Gerani variopinti che sbucano da balconi in ferro battuto.
- Portali antichi che profumano di panni stesi al sole e di pane appena sfornato.
- Scorci silenziosi che invitano a camminare a passo lento, lasciando fuori dalla porta il rumore del mondo.
Affacciandosi dal belvedere del Lungovalle, lo sguardo spazia su un mare verde punteggiato dai tetti conici dei trulli e dai muretti a secco. Quando il giorno lascia il posto al tramonto, il borgo si veste di tonalità calde e dorate, regalando l’emozione autentica della Puglia più vera.
Locorotondo non è semplicemente una tappa da visitare: è un’esperienza da vivere con il cuore, un ricordo che resta addosso insieme al profumo del suo celebre vino bianco e al calore della sua gente.


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