Se la si potesse guardare con gli occhi di un falco in volo, Locorotondo rivelerebbe subito il motivo della sua origine e del suo nome antico: Locus Rotundus. Dall’alto, questo meraviglioso borgo della Valle d’Itria appare come una perfetta corona di calce bianca poggiata dolcemente sulla sommità del colle, uno straordinario mosaico circolare disegnato dalla storia e dalla natura.
Dall’alto della volta celeste, lo sguardo abbraccia un contrasto cromatico che toglie il fiato:
- Il bianco abbagliante del centro storico che spicca nitido nel verde intenso degli ulivi secolari.
- Le geometrie perfette dei tetti aguzzi delle cummerse, che viste dall’alto sembrano minuscole sculture ad incastro.
- La tessitura infinita dei muretti a secco che ricamano la terra rossa, punteggiata dai coni grigi dei trulli sparsi nella campagna.
Guardare Locorotondo da questa prospettiva significa comprenderne l’armonia assoluta. Le stradine non sono semplici vie, ma anelli concentrici che racchiudono secoli di vita, di pietra e di silenzio. Dalla cima del suo colle, il borgo sembra quasi proteggere la valle sottostante, offrendo una vista che spazia a trecentosessanta gradi su uno dei paesaggi più iconici della Puglia.
Dall’alto come dal basso, Locorotondo non smette di incantare: una meraviglia geometrica e poetica da sognare e da vivere ad ogni passo.


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