Il Drago e l'Elefante, sculture nel Parco dei Mostri di Bomarzo.

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L’Eterno Abbraccio di Peperino: Il Drago e l’Elefante nel Sacro Bosco di Bomarzo.

Tra le ombre millenarie della Tuscia viterbese, dove il muschio sposa la pietra e il tempo sembra aver smarrito la sua fretta, il Parco dei Mostri di Bomarzo custodisce anime scolpite nella roccia viva. Inoltre, tra le creature che emergono dalla vegetazione lussureggiante del Sacro Bosco, due in particolare incantano e disorientano lo sguardo del visitatore: il Drago alato e l’Elefante da guerra.

Nati dal doloroso genio di Pier Francesco Orsini (detto Vicino) nel XVI secolo, questi colossi di basalto e peperino non sono semplici statue. Piuttosto, sono metafore viscerali di passioni umane, paure ancestrali ed estasi alchemiche.

Il Drago di Bomarzo: La Furia Primordiale della Natura

Scorgere il Drago di Bomarzo significa trovarsi faccia a faccia con l’impeto della materia. Scolpito in un dinamismo quasi brutale, l’essere serpentiforme — una spaventosa viverna — s’impenna nell’atto di lottare ferocemente contro furiose belve selvagge.

“Tu ch’entri qua pon mente parte a parte e dimmi poi se tante maraviglie sien fatte per inganno o pur per arte.”

Il Drago incarna il caos non domato, le tempeste dell’animo e l’oscurità da cui ciascuno di noi cerca di riemergere. Per di più, le sue scaglie consumate dal tempo portano il peso dei secoli. Tra le fauci spalancate risuona ancora un ruggito di pietra capace di scuotere il silenzio della foresta.

L’Elefante di Pietra: Il Peso della Memoria e del Dolore

Poco distante, un colosso ben diverso impone la sua presenza solenne e tragica: l’Elefante bardato. In un’atmosfera carica di pathos, la maestosa creatura solleva con la proboscide un guerriero inerme, sospeso tra la vita e la morte.

Se il Drago è la fiammata improvvisa della passione e della sfida, l’Elefante è la memoria pesante, la forza inesorabile del destino che schiaccia e al contempo innalza. La sua pelle ruvida viene accarezzata dai raggi del sole che filtrano tra i rami dei lecci. Inoltre, parla di nostalgia, di battaglie perdute e dell’immortalità dell’amore di Vicino Orsini per la sua amata Giulia Farnese.

Un Viaggio Emozionale nel Cuore della Tuscia

Passeggiare tra il Drago e l’Elefante a Bomarzo è un’esperienza sensoriale irripetibile. Il profumo della terra umida, il contrasto tra il verde intenso della natura e il grigio antico della pietra vulcanica creano un cortocircuito emotivo.

Non si viene al Sacro Bosco per comprendere con la sola ragione, ma per perdersi. Di fatto, tra le fauci del Drago e la proboscide dell’Elefante, il Parco dei Mostri ti sussurra la verità più profonda: ogni pietra è una maschera, ogni mostro è uno specchio dell’anima.

Il Drago e l'Elefante, sculture nel Parco dei Mostri di Bomarzo.
Il Drago e l’Elefante, sculture nel Parco dei Mostri di Bomarzo. Copyright © by Massimo Ripani. All rights reserved 2026.


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