Un gesto antico, sincronizzato, che trasforma il latte in leggenda. All’interno del caseificio, immersi nel vapore denso e nell’aroma caldo e avvolgente della lavorazione, due casari lavorano in perfetto equilibrio piegati sulla grande caldaia in rame a forma di campana rovesciata.
È il momento più intimo e cruciale della produzione: l’estrazione della massa caseosa. Con movimenti sicuri, frutto di anni di tradizione tramandata di generazione in generazione, i due maestri immergono il tipico telo di lino — lo spino — nelle profondità del rame incandescenti. L’acqua affiora, il siero si separa e, con una forza coordinata ed quasi rituale, la futura forma di Parmigiano Reggiano viene sollevata verso la luce.
Gocciolante, calda e viva, la massa viene divisa con maestria in due gemelle perfette, pronte per essere adagiate nelle fascere dove inizierà il lungo viaggio della stagionatura. In questo abbraccio di tela, vapore e rame non c’è solo manualità, ma l’anima profonda dell’eccellenza gastronomica italiana.

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