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C’è un luogo in Sicilia dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra le nuvole e il mare: il borgo medievale di Erice. Arrivare qui significa varcare la soglia di una dimensione intima, guidati dal profumo di zagara e dal silenzio delle sue viuzze in pietra acciottolata. Ad accogliere i viaggiatori in questo viaggio nel cuore della storia sorge la Chiesa Madre di Erice, nota anche come Real Duomo di Santa Maria Assunta, affiancata dal suo possente campanile, la Torre di Re Federico III d’Aragona.
Guardare la Torre campanaria significa contemplare un capolavoro di architettura trecentesca che sfida i secoli. Nata originariamente come torre di vedetta militare, fu trasformata nel campanile del Duomo da Federico III d’Aragona nel 1312 come segno di gratitudine verso la città. Con le sue bifore in stile gotico trecentesco e la sua solida struttura in pietra, la torre si erge fiera verso il cielo ericino, offrendo ai visitatori che ne scalano i gradini una vista mozzafiato che spazia dalle Isole Egadi fino alla costa di Trapani.
Superato il maestoso pronao e la facciata impreziosita da un rosone traforato, l’interno del Real Duomo riserva un’emozione inattesa. Rifatto nell’Ottocento secondo il gusto neogotico, presenta pizzi di stucco e merletti in pietra bianca che sembrano ricamati dalla luce, creando un suggestivo contrasto tra la severità esterna della fortezza e la delicata spiritualità dell’interno.
Passeggiare all’ombra del Duomo quando le nebbie dell’inverno o i tramonti d’estate avvolgono il borgo è un’esperienza che tocca l’anima. È l’incontro perfetto tra la pietra eterna della Sicilia e la sacralità di una storia che continua a incantare il mondo intero.

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