
Esiste un luogo tra realtà e immaginazione. Una città che respira nel riflesso di se stessa, sospesa tra il reale e l’immaginato. È la Non Matera, specchio di pietra di un mondo che potrebbe essere e forse già è, in un altrove che non conosciamo.
Il respiro della pietra all’alba
Arrivare a Matera all’alba significa osservare il mondo in un momento in cui tutto è fragile e perfetto. La luce rosa scivola sulle case antiche, accarezza i Sassi, riempie i vicoli di un chiarore che sembra provenire dall’interno della città stessa. Matera respira nel riflesso di sé, e la Non Matera si manifesta proprio in quel respiro.
In quell’ora rarefatta, il confine tra realtà e immaginazione si assottiglia. Si cammina tra le vie, ma l’impressione è di attraversare un sogno sedimentato nella pietra. Ogni gradino, ogni sagoma, ogni ombra diventa un passaggio verso un altrove che non conosciamo, ma che sentiamo sorprendentemente vicino.
Un altrove che parla al viaggiatore
La Non Matera è un luogo che esiste solo se la si guarda con attenzione. È fatta di ciò che la città trattiene nelle sue cavità, di ciò che sussurra nei suoi silenzi. È un mondo parallelo che non imita Matera, ma la amplifica: ne rivela le fantasie, i contorni inespressi, la profondità nascosta dietro ogni superficie di tufo.
Chiunque la osservi con occhi attenti sente un richiamo. È lo stesso richiamo che hanno percepito i viaggiatori di ogni epoca, gli artigiani, i monaci, gli artisti, tutti coloro che hanno tentato di raccontare Matera sapendo che nessuna versione sarà mai davvero definitiva.
Fotografare Matera e fotografare la sua assenza
Dal punto di vista fotografico, Matera è un labirinto di luce e ombra. Ogni scatto cattura una storia, ma nessuno riesce a racchiudere tutto. È qui che la Non Matera trova il suo spazio: nella parte invisibile della fotografia, in ciò che non si vede ma si intuisce.
La luce dell’alba, in particolare, crea un doppio livello di realtà: la città che appare davanti all’obiettivo e quella che si insinua tra le linee, nei vuoti, nei silenzi. Fotografare Matera significa fotografare anche ciò che non appare, ciò che sfugge e che rimane intatto soltanto nella percezione.
Il viaggio continua oltre lo sguardo
La Non Matera esiste nel momento in cui la si immagina. Vive nei passi lenti del viaggiatore, nella memoria di chi è stato qui anche solo una volta. Non è un luogo fisico, ma un’esperienza percettiva che accompagna chi osserva con calma e si lascia sorprendere dal potere della pietra.
Matera rimane sempre Matera, solida e reale. Ma accanto a essa si muove il suo doppio, una città parallela sospesa nel possibile. È un altrove che non conosciamo, e forse proprio per questo ci attira così tanto.
Un viaggio dentro il viaggio.
Una città dentro la città.
Una fotografia dentro la fotografia.
© Carmelo Lenzo 2025
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