Onde del mare che si infrangono contro la Torre delle Ciavole

Torre delle Ciavole: un faro di resilienza


Cos’è il mare?
Alessandro Baricco scrive che il mare è senza strade, il mare è senza spiegazioni”. Forse è vero: nessuno può pretendere di leggerlo del tutto. Eppure, una strada esiste sempre. È quella che percorriamo quando decidiamo di andare oltre, di spingerci controvento e correre impavidi verso un orizzonte che non conosce confini.

Un pomeriggio di fuga e rivelazione
Oggi pomeriggio, spinto dal desiderio di evadere dallo studio, sono sceso verso la costa. Avevo bisogno di luce, aria, movimento. Non cercavo nulla in particolare, ma il mare — come spesso accade — aveva già preparato la sua scena.
Le onde nascevano al largo, piccole, quasi timide. Poi cresceva la loro corsa, si allungavano verso la riva come braccia tese, e infine si infrangevano con una forza ipnotica, regolare, antica. Un ritmo che entra negli occhi e nel respiro.

La resistenza della Torre delle Ciavole
A contrasto con la furia dell’acqua, la Torre delle Ciavole restava immobile. Una sentinella che da secoli affronta le mareggiate e resiste alla forza del Tirreno. Le onde la colpiscono, la circondano, la sfidano — ma lei, pietra contro movimento, resta.
Per un fotografo, questo contrasto è un richiamo impossibile da ignorare:
acqua in movimento, torre immobile.
Tempesta e memoria.
Rumore e silenzio.
Ogni onda che si infrange è una storia che si riscrive. Ogni riflesso è una variazione del tempo.

Quando il mare diventa una risposta
Guardando quella scena, mi sono reso conto che il mare non ha bisogno di strade.
La sua unica direzione è quella che scegliamo di dargli tornando a guardarlo.
Ed è proprio lì, tra un’onda che nasce e una che muore, che si trovano spesso le risposte che non sapevamo di cercare.

© 2025 Carmelo Lenzo


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