Catania, Via Dusmet: Dove il Re Acefalo Incontra il Barocco di Palazzo Biscari
Lungo la storica Via Dusmet a Catania, si consuma un incontro visivo unico, dove due stili artistici e due epoche storiche cruciali si fondono sotto il cielo terso della Sicilia. In primo piano, svetta la potente e drammatica figura della statua neoclassica di Ferdinando I, Re delle Due Sicilie. Realizzata magistralmente dallo scultore Antonio Calì, allievo del celebre Antonio Canova, la scultura testimonia l’eleganza rigorosa dell’arte post-napoleonica. Tuttavia, ciò che rende questa statua iconica è la sua condizione: è acefala. La testa del monarca, soprannominato “Re Nasone”, fu asportata dal popolo catanese inferocito nel 1860, poco prima dell’arrivo di Giuseppe Garibaldi e delle sue Camicie Rosse, simbolo del definitivo crollo del regno borbonico nell’isola. Mai più ritrovata, la mancanza della testa conferisce oggi all’opera un significato storico potente, rendendola un monumento alla ribellione siciliana.
Un Dialogo tra Neoclassicismo e Barocco Catanese
Dietro questa figura monca ma imponente, fa da sfondo la sontuosa facciata del Palazzo Biscari, uno dei vertici assoluti del Barocco catanese. Con la sua pietra lavica scura e le sue decorazioni calcaree bianche e dorate, Palazzo Biscari incarna l’opulenza e la rinascita di Catania dopo il terremoto del 1693. La luce dorata del tramonto catturata nella fotografia esalta il contrasto: la pulizia formale della statua in primo piano dialoga con la ricchezza ornamentale del palazzo sullo sfondo. Passeggiare lungo Via Dusmet oggi significa immergersi in questo dialogo tra il passato borbonico e l’architettura nobiliare, in un luogo che fino a inizio Novecento era bagnato direttamente dalle acque del Mar Ionio.

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