La facciata della Certosa di Pavia è considerata uno dei massimi capolavori del Rinascimento lombardo. È un’opera di incredibile ricchezza decorativa, che fonde l’esuberanza del tardogotico con il nuovo linguaggio umanistico.
1. Storia e Architetti
La costruzione della facciata iniziò nel 1473, molto dopo il resto della chiesa. I lavori furono affidati inizialmente ai fratelli Mantegazza e a Giovanni Antonio Amadeo. Quest’ultimo impresse una svolta decisiva, portando lo stile del primo Rinascimento milanese. Successivamente, nel XVI secolo, intervenne Cristoforo Lombardo per completare la parte superiore.
2. Struttura e Materiali
A differenza della struttura interna in mattoni (tipica del gotico lombardo), la facciata è interamente rivestita di marmi pregiati: marmo di Carrara, marmo di Candoglia e pietre colorate che creano un effetto di policromia tipicamente lombardo. La struttura è divisa orizzontalmente in due parti:
- La parte inferiore (Quattrocentesca): Caratterizzata da una densità decorativa estrema, dove non esiste spazio vuoto (horror vacui).
- La parte superiore (Cinquecentesca): Più sobria e geometrica, riflette l’evoluzione del gusto verso un classicismo più rigoroso.
3. L’apparato decorativo (Il “Libro di Marmo”)
La facciata viene spesso definita un “libro scolpito” per la quantità di storie narrate. Si possono distinguere:
- Lo zoccolo: Presenta medaglioni con i profili di imperatori, re e personaggi dell’antichità (Alessandro Magno, Giulio Cesare, ecc.), per celebrare la continuità tra l’Impero Romano e il Ducato di Milano dei Visconti.
- Le finestre: Sono bifore monumentali, circondate da statue di profeti e angeli.
- I bassorilievi: Raccontano episodi biblici, scene della vita di Maria e, soprattutto, la storia della fondazione della Certosa. Un rilievo celebre mostra Gian Galeazzo Visconti che presenta il modello della chiesa alla Madonna.
4. Il Portale
Il portale centrale è opera di Benedetto Briosco (inizi del XVI secolo). È incorniciato da colonne binate e sovrastato da un arco che celebra la gloria della dinastia Sforza. I rilievi qui si concentrano sulla storia dell’ordine dei Certosini e sulla traslazione delle spoglie di Gian Galeazzo Visconti all’interno del monastero.
5. Caratteristiche Stilistiche
La particolarità della facciata della Certosa è che non segue la logica architettonica toscana (fatta di proporzioni e vuoti), ma punta sulla decorazione minuta. Ogni centimetro è lavorato come se fosse un’opera di oreficeria: piccoli putti, ghirlande, animali fantastici e motivi floreali riempiono ogni spazio tra le statue e le scene principali.
In sintesi, la facciata non è solo l’ingresso di una chiesa, ma un imponente manifesto politico e religioso della dinastia dei Visconti e degli Sforza, inteso a mostrare la potenza economica e culturale di Milano nel mondo.

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