Benvenuti a Piraino, una scoperta continua.

Piraino affonda le sue radici nella mitologia greca: il nome deriverebbe infatti da Piràcmone, ciclope della fucina del dio Efesto (Vulcano). Si tratta di un’ulteriore testimonianza della storia millenaria di questa terra conosciuta indubbiamente dai Greci e dai Romani. Nel corso del tempo Piraino, come tutta la Sicilia, ha subito la dominazione da parte di diverse popolazioni:  arabi, bizantini,normanni,aragonesi…Molti elementi della presenza di questi popoli sono ancora oggi rintracciabili nel dialetto pirainese, nei nomi dei quartieri e delle borgate, nelle opere artistiche e nelle costruzioni monumentali.  Il territorio è costituito da verdi vallate percosse da torrenti e fiumare, da dolci colline coperte prevalentemente da querce, dal litorale marino dalla sabbia fine e le acque cristalline. Si tratta di un territorio vasto e ricco di biodiversità, immerso nella natura, che si affaccia sul Mar Tirreno, con le Isole Eolie sullo sfondo. Grazie alla collocazione geografica e alla conformazione morfologica, da Piraino è possibile, tra aria pura e incontaminata, osservare meravigliosi panorami che dal mare si spingono fino all’entroterra: le Madonie, i Monti Nebrodi, Montesoro, le Rocche del Castro, il Vulcano Etna. In condizioni favorevoli è possibile scorgere all’orizzonte: Capo Milazzo, Cefalù, il promontorio di Palermo e la costa calabra. Il Centro Storico conserva ancora oggi un impianto tipicamente medievale, costituito da fitte viuzze tra le quali spesso si intersecano dei caratteristici archi a tutto sesto che collegano tra loro antiche abitazioni. L’abitato è dominato dalla “Torrazza” un’antica torre d’avvistamento costruita nel XIII secolo  per proteggersi dalle incursioni di barbari e pirati e inserita nella cerchia delle mura che circondava il piccolo borgo. Secondo una leggenda tramandata oralmente nei secoli, questa costruzione sarebbe collegata da un cunicolo segreto alla Torre delle Ciaule (sec. XVI) che si trova sul litorale di Gliaca, anch’essa avente lo stesso scopo difensivo, sebbene di epoca diversa. Per questo la cittadina di Piraino è conosciuta come il Paese delle Due Torri. Tuttavia anticamente esistevano almeno altre tre  costruzioni dello stesso genere: una presente nei pressi della foce del torrente Zappardino, una lungo il torrente S. Angelo e un’altra nel Centro Storico nota come Torre Garofalo dal nome di un’importante famiglia del tempo. La terra di Piraino è stata feudo dei Baroni Lancia e in seguito elevata a Ducato sotto la giurisdizione dei Principi Denti.  Il prestigio di questa nobile famiglia è testimoniato dal maestoso portale d’ingresso e dalla mole del Palazzo Ducale (sec. XVII) sede della loro dimora.  Esistono molteplici chiese di varie epoche e diversi stili architettonici che racchiudono al loro interno meravigliose opere espressione degli artisti del tempo. La chiesa più antica è quella intitolata a “S. Maria de Medio Augusto”, comunemente detta  “Batia” ( sec. XII), le cui pareti erano interamente affrescate. Ancora oggi  nell’ abside è raffigurato un Cristo Pantocratore con i dodici Apostoli. La Chiesa Madre (sec. XIII) sorta su una chiesa più antica, ha subito importanti modifiche nel corso del tempo. L’impianto originario, a croce latina, è del ‘500, mentre  successivamente sono state aggiunte le cappelle sul lato sinistro e la navata destra. Di magnifica fattura l’altare in legno dorato del ‘600 e l’organo settecentesco di scuola siciliana. Attraverso una botola sul pavimento, di fronte all’altare di S. Bruna, è possibile accedere alla “Cripta dei Sacerdoti” nella quale sono conservati i corpi mummificati di ventisei prelati. Fondata nel 1771 dall’arciprete Antonio Scalenza la cripta fu utilizzata come luogo di sepoltura fino alla prima metà dell’800. Interessante la Chiesa Del Rosario, sorta sulle rovine della Chiesa della SS. Trinità distrutta dalle incursioni dei saraceni nel 1544. Dell’impianto originario rimangono il campanile quattrocentesco e la cappella laterale. Al suo interno è custodito un armonioso altare ligneo al centro del quale troneggia il trittico (1703) della Madonna del Rosario col Bambino, San Domenico e Santa Caterina. La Chiesa di San Francesco e Convento dei Minori Osservanti (sec. XVII) conserva al suo interno pregevoli stucchi che formano tra loro delle geometrie armoniose e meravigliosi intrecci. In uno degli altari laterali è presente un affresco raffigurante la Madonna con in braccio Gesù morto. Secondo la tradizione orale i monaci, una volta terminata la preghiera, baciavano questa immagine. Interessante anche il chiostro costituito da archi e colonne tra le cui pareti è possibile scorgere degli affreschi. La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria (sec. XVII) sorge su un’antica sinagoga. L’impianto è costituito da tre navate separate tra loro da colonne di pietra arenaria che conferiscono all’edificio una straordinaria eleganza. In una nicchia collocata nella parte superiore dell’abside si trova la statua in marmo bianco di Santa Caterina, opera attribuita alla scuola del Gagini. Dalla parte sinistra dell’edificio si accede alla Cappella  del SS.mo Ecce Homo elevata a dignità di Santuario nel 2006. La cappella è interamente ricoperta da affreschi con motivi floreali e scene della Passione di Cristo. Sulla volta è raffigurato Gesù il cui sangue che sgorga dal costato ricade sulle anime del Purgatorio. Al centro si trova l’altare che custodisce la miracolosa statua del SS.mo Ecce Homo.  Tra i molti luoghi d’interesse meritano menzione: l’Antica Stazione di Posta dei Denti (sec. XVII),un tempo  integrata nel sistema di trasporto e commercio dell’isola, oggi Museo storico del Viaggio; la Guardiola (“Vardia” in siciliano) un tempo luogo d’avvistamento, oggi straordinario punto panoramico dal quale è possibile scorgere immensi paesaggi e poetici tramonti; la Pineta Comunale ( 600 s.l.m. ) dov’ è possibile godere di frescura anche nei mesi estivi.

Benvenuti a Piraino, una scoperta continua.

Testo di Giuseppe Caputo

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